Da Vedere:

Museo nazionale di palazzo Mansi

Museo Nazionale di Palazzo Mansi


Ritratto di Elisa di Marie-Guillelmine Benoist

INDIRIZZO:
Via Galli Tassi 43
55100 Lucca
Tel. 0583 55570
Fax 0583 312221
 

galleria

 

Le informazioni sui prezzi e gli orari potrebbero non essere aggiornate.

Vio preghiamo di consultare il sito ufficiale:

www.luccamuseinazionali.it
E-mail : sbappsae-lu.museilucchesi@beniculturali.it

Direttore: Maria Teresa Filieri

Orario di apertura: martedì-sabato ore 8.30-19.30;

Chiuso la domenica e i giorni festivi
Chiuso il lunedì, il 1° maggio, il 1° gennaio e il 25 dicembre

Costo del biglietto: € 4.00 (intero), € 6.50 (cumulativo intero con Museo di Villa Guinigi),
riduzioni secondo le vigenti normative: € 2.00 (singolo), € 3.25 (cumulativo).

Accesso disabili: limitato a piano terra e piano nobile.

Il museo, situato nel centro storico della città, è agevolmente raggiungibile a piedi:
- Dalla stazione ferroviaria da Porta San Pietro;
- Dal capolinea degli autobus di Piazzale Verdi;
- Dai parcheggi "Cittadella" e "Lorenzini" da Porta Vittorio Emanuele II e dal parcheggio delle
"Tagliate" da Porta Vittorio Emanuele II e da Porta San Donato.

Breve Descrizione:

Palazzo MANSI, sede del Museo Nazionale di Lucca, fu costruito tra la fine del 500 e inizi del 600. L’asseto interno e le decorazioni di volte e pareti, assunsero l’aspetto attuale tra la metà del 600 e il 700 inoltrato. Dall’atrio del piano terreno si accede all’appartamento estivo. Al piano nobile è situato l’appartamento monumentale, un tempo vanto del palazzo, oggi fulcro del museo. La visita al museo inizia con la sala degli specchi, segue il vasto salone della musica con affreschi di "Giovan Gioseffo del Sole" (1688). In questo salone si apre la piccola cappella del palazzo, tappezzata in seta. Proseguendo si accede alla pinacoteca a cui appartengono 83 dipinti databili tra gli inizi del 500 e la prima metà del 700. Le opere costituiscono un’ampia gamma di scuole pittoriche con dipinti di “Tintoretto” “Veronese” “Tiziano” “Pontormo” “Beccafumi” “Bronzino” ed altri. Ci sono poi tre salotti tappezzati da arazzi fiamminghi eseguiti nel 1665 dalla manifattura di “JUSTE D’EGMONT” di Bruxelles. Dall’ultimo salotto si accede alla camera di rappresentanza ove si trova l’alcova, allestita tra XVII° e XVIII° sec. Con tappezzerie in raso ricamato. Il letto a baldacchino è separato dal resto della sala da un arco in legno intagliato e dorato, retto da “Cariatidi” vi sono anche altre sale con due camere da letto, un salotto e mobili dell’epoca.
L’ultimo piano del museo è allestito con numerosissime opere di “Batoni”, “Nocchi” e altri pittori Lucchesi. Opere databili fine 700 – primi 800. Tra queste il “martirio di San Bartolomeo” e “l’estasi di Santa Caterina”.

Storia del museo.

Il Museo Nazionale di Palazzo Mansi ha sede nella prestigiosa dimora di una delle famiglie più illustri della città, acquisita dallo Stato nel 1965. Costruito dall'architetto lucchese Raffaello Mazzanti tra il 1689 e ... accorpando edifici medievali, il palazzo presenta una facciata lineare e sobria mentre l'interno, soprattutto al piano nobile, presenta una ricchezza di decori che ne definiscono pienamente l'impronta barocca. Restaurato a più riprese e reintegrato negli arredi, il Palazzo ha riacquistato l'aspetto fastoso d'origine che riproduce una tipica residenza signorile lucchese del Seicento e Settecento. Il museo è stato aperto ufficialmente nel 1977.

Le collezioni

Al piano terra, le stanze dell'appartamento estivo (1691) con decorazioni pittoriche al soffitto di Giovanni Maria Ciocchi (XVII sec.), vengono utilizzate per concerti e piccole esposizioni oltre a presentare opere di autori lucchesi acquistati di recente. Negli ambienti adiacenti, già occupati dalle cucine, è possibile visitare il laboratorio di tessitura dove sono tuttora in funzione i telai rustici sette-ottocenteschi donati al Museo da Maria Niemack, cui si deve la riscoperta di questa antica tradizione lucchese.
Al piano nobile, non essendo oggi abitualmente accessibile lo scalone monumentale seicentesco, il visitatore incontra per prima la sala detta Galleria nuova, realizzata da Stefano Tofanelli nel 1792, secondo i dettami dello stile neoclassico, realizzata un secolo prima del successivo Salone della musica, decorata con affreschi opera di Giovan Gioseffo Dal Sole (sulle pareti) e del quadraturista Marco Antonio Chiarini (sulla volta), ambedue bolognesi.I tre salotti di parata che si sviluppano lungo la via Galli Tassi, presentano le pareti interamente rivestite da un importante ciclo di arazzi che raccontano le Storie di Zenobia e Aureliano realizzati dalla Manifattura di Bruxelles nel tardo Seicento. La grande stanza da letto che conclude la sequenza dei salotti è nota per la scenografica serliana in legno intagliato e dorato e per la ricchezza del rivestimento dell'alcova, prezioso lavoro in seta ricamata, realizzato tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo.
Nella prima delle sale successive che guardano a ovest, si trovano due importanti dipinti seicenteschi, tra i pochissimi che restano della collezione Mansi originaria: una Sacra Famiglia attribuita a Antonie van Dick e ill Sacrificio di Isacco del fiammingo Ferdinand Boll.

NOVITA' dell'Ultima Ora

13-12-2012

Riapre al pubblico il laboratorio tessile di Maria Niemack grazie ai soci dell'associazione culturale e di volontariato "Tessiture Lucchesi", nata per il recupero della pratica artigianale e artistica della tessitura a mano e la diffusione della conoscenza dei tessuti rustici lucchesi.

Il martedi (dalle 10 alle 14) e il giovedi (dalle 14 alle 18) di ogni settimana, il pubblico può visitare le sale dove si conservano i telai donati al Museo nazionale e azionati dai membri dell'associazione,  che accolgono i visitatori per illustrare i materiali, gli strumenti e l'attività della tessitura.

Il laboratorio tessile prende il nome da Maria Niemack, nata a Milano nel 1892 ma vissuta sempre a Lucca, cui spetta il merito di aver recuperato e valorizzato l'antica tecnica della tessitura rustica, dando vita nel 1950 ad un'azienda artigiana denominata Tessiture Rustiche di Lucchesia. Maria Niemack riunì telai e strumenti vari recuperati sul territorio con l'intento di riprodurre tessuti in filaticcio di seta, canapa, lino e lana; alla sua morte,  nel 1975, il laboratorio fu per sua volontà donato al Museo nazionale di Palazzo Mansi. 

L'accesso alla sezione tessile è compreso nel biglietto d'ingresso. Per altre informazioni , si consiglia la consultazione sul sito www.luccamuseinazionali.it e sulla pagina di facebook Musei Nazionali Lucca.

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