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Lucca - La via della Seta Da Hangzhou a Lucca, una lunga marcia nella storia 13-11-2011 / 30-04-2012

LUCCA. "La via della Seta, da Hangzhou a Lucca, una lunga marcia nella storia" è il titolo della mostra che si svolgerà a palazzo Guinigi dal 13 novembre al 31 gennaio.
Lucca, storica capitale della seta, avrà finalmente la sua mostra tematica.


Lucca fu nel Medioevo il principale centro europeo della produzione serica, il luogo dove giungevano le sete più pregiate da ogni parte dell'Oriente per essere lavorate e ottenere tessuti di una raffinatezza senza pari esportati in ogni parte del mondo.
La mostra sulla seta viene considerato il primo passo per la candidatura a diventare "Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco" come uno dei terminali occidentali della Via della Seta.  Perché l'esposizione, che potrebbe in futuro avere un carattere permanente, sulla falsariga del museo del tessuto a Prato, darà prestigio alla città e alla sua domanda di inserire il centro storico, attraverso l'itinerario culturale della seta, tra i beni mondiali dell'umanità. L'iniziativa è promossa dal ministero per i beni e le attività culturali italiano su proposta della controparte cinese. L'esposizione avverrà nell'ambito dell'anno culturale cinese in Italia 2011.  L'amministrazione comunale sta sviluppando un progetto per recuperare e valorizzare le tracce che ancora esistono, delle antiche seterie lucchesi che, dal Medioevo fino all'800 resero Lucca e i suoi mercanti famosa in tutto il mondo. In questo contesto si inserisce il recupero di via del Fosso, polo centrale dell'antica attività serica.



I curatori.
La mostra è realizzata dal Comune e dal centro studi Martino Martini di Trento, il più autorevole sulle relazioni culturali Europa-Cina in collaborazione con il museo nazionale cinese della Seta di Hangzhou, e con altre istituzioni pubbliche e private italiane. Il curatore è Aldo Caterino, direttore del centro studi Martino Martini, insieme alla professoressa Elisa Gagliardi, docente di storia dell'arte islamica all'ateneo di Chieti, e Angelo Nencetti, direttore del museo italiano del fumetto e responsabile del costituendo museo della Città di Lucca a Palazzo Guinigi. Che traccerà l'evoluzione della Via della Seta nel corso dei secoli, con particolare riferimento all'età di Marco Polo, nella quale le protagoniste assolute delle relazioni tra Europa e Asia furono le città mercantili italiane, ed evidenzierà la sua importanza come principale arteria di comunicazione tra Oriente e Occidente, veicolo di scambi commerciali e culturali di ampio respiro e fattore di sviluppo determinante per l'intera civiltà umana. Interessante è il legame culturale che instaurerà con Hangzhou, antica capitale della dinastia Song meridionale e principale centro di produzione serica in Cina.La città è famosa nel passato per essere stata la capitale della seta, tanto da venire citata perfino da Marco Polo. Oggi con i suoi 7 milioni di abitanti è l'area più industrializzata ed all'avanguardia del mondo. Qua ha trovato sede il Museo Nazionale della Seta, con il quale il Comune di Lucca ha organizzato questa grande mostra nel prossimo inverno, quando sarà già in funzione il Must, museo storico della città. Un ponte culturale destinato ad avere un grande futuro, anche turistico.
dal Il Tirreno del 26 settembre 2011

Un po di storia sulla seta



La seta è una fibra proteica di origine animale con la quale si possono ottenere tessuti tendenzialmente pregiati. La seta viene prodotta da alcuni insetti della famiglia dei lepidotteri e dai ragni. La seta utilizzata per realizzare tessuti si ottiene dal bozzolo prodotto da bachi da seta, nella maggior parte da bachi da seta della specie Bombyx mori. A volte vengono utilizzate anche alcune specie della famiglia Saturniidae.

Visto il grande successo di pubblico la mostra "La via della seta" è stata prorogata fino al 30 di aprile.

Un lucente filo di seta lungo 8.000 chilometri unisce da mille anni le città di Lucca e di Hangzhou (Cina), capitali storiche della produzione e della diffusione serica.

Oggi, nell’ambito delle celebrazioni per l’Anno Culturale Cinese in Italia, la grande storia degli itinerari descritti da Marco Polo viene raccontata dalla mostra lucchese La Via della Seta, promossa dal Comune di Lucca in collaborazione con il Centro Studi Martino Martini e il China National Silk Museum – Hangzhou.



Il legame commerciale ma soprattutto culturale tra Oriente e Occidente, nel momento del suo massimo splendore, si esprime in più di centotrenta capolavori dell’arte serica cinese, centroasiatica e lucchese, con rarissimi pezzi che coprono più di mille anni di storia - dalla dinastia Tang alla dinastia Ming - e un accurato apparato documentale e  bibliografico.
La "Via della Seta" è riconosciuta dagli storici come elemento fondamentale per l’evoluzione della civiltà umana in generale, e nel Medioevo Lucca ne è stata la capitale europea. Qui le sete più pregiate, provenienti da ogni parte d’Oriente venivano lavorate in tessuti di una finezza senza pari, esportati in ogni parte d’Europa. In questo periodo storico la città crea una sintesi mirabile tra ricerca, produzione e commercio.
Con questa mostra Lucca si lega culturalmente alla città di Hangzhou, co-realizzatrice dell’evento e antica capitale della dinastia Song Meridionale. Principale centro di produzione serica in Cina nel passato e nel presente, Hangzhou è citata da Marco Polo nel Milione e proprio quest’anno è entrata a far parte della Lista del Patrimonio Storico dell’Umanità, così come Lucca è attualmente candidata a diventare Patrimonio Storico dell’Umanità per l’Unesco, come uno dei terminali occidentali della Via della Seta.
La mostra si articola in tre sezioni: la prima, dedicata a Lucca e al suo ruolo di nodo internazionale della manifattura serica, con oggetti provenienti da collezioni pubbliche e private lucchesi; la seconda, dedicata alla produzione e al commercio della seta tra Cina, Asia centrale e Mediterraneo, con oggetti provenienti dalle collezioni del Museo Nazionale della Seta di Hangzhou e da altre istituzioni pubbliche e private italiane; la terza, dedicata alle tecniche di fabbricazione tipiche del mondo islamico e bizantino e alla loro diffusione in Europa, con oggetti provenienti da collezioni private italiane.

Tra i pezzi più significativi dell’esposizione ci sono una serie di vestiti e tessuti (sciamiti, broccati, garze, ricami) di epoca Liao, Jin, Song e Ming, un gruppo di figure in terracotta rappresentanti cammelli battriani e mercanti centro-asiatici di epoca Tang, una serie di dipinti su seta di epoca Song e Yuan rappresentanti Gengis Khan e le tecniche di produzione e lavorazione della seta, due grandi rotoli dipinti su seta di epoca Ming che rappresentano i viaggi dell’imperatore, una serie di testi ufficiali che descrivono le tecniche di produzione e lavorazione della seta, ed alcuni modelli di telai provenienti dal Museo Nazionale Cinese della Seta di Hangzhou. Non mancano sontuosi abiti festivi da alti dignitari, quattro insegne di rango di funzionari imperiali e un magnifico pannello in raso ricamato, tutti di epoca Qing. Per quanto riguarda l’Asia centrale, spiccano 12 vestiti da cerimonia in tessuto ikat prodotti in Uzbekistan nel XIX secolo, caratterizzati da colori e disegni straordinari.
A queste meraviglie si affiancano una decina di preziosi volumi e atlanti provenienti dalla Biblioteca Statale di Lucca, che rappresentano l’evoluzione della cartografia occidentale della Cina e dell’Estremo Oriente prima (Tolomeo) e dopo Marco Polo (Ortelio, Mercatore, Blaeu, Jansson, Martini, d’Anville), considerando il grande viaggiatore veneziano lo spartiacque tra due grandi ere nei rapporti culturali tra Europa e Cina. Prima di lui, infatti, le notizie che giungevano in Occidente erano di seconda mano, filtrate e ad arte dai vari popoli stanziati lungo la Via della Seta per impedire che i due estremi del continente eurasiatico entrassero in contatto minacciando la tradizionale gerarchia degli intermediari.
La parte lucchese della mostra offre alcuni documenti di straordinaria importanza provenienti dall’Archivio di Stato di Lucca, tra i quali il manoscritto di Georg Christoph Martini Viaggio in Toscana del 1745, contenente le descrizioni e i disegni dei principali macchinari utilizzati dai filatori, tintori e tessitori lucchesi per realizzare preziose stoffe di seta, orgoglio e vanto della città e per questo coperte dal più rigoroso segreto industriale. E poi campionari di stoffe, gli Statuti della Corte dei Mercanti con il famoso torsello (balla) di seta come simbolo della città di Lucca, i registri delle imprese del settore serico con simboli e marche delle aziende principali, la donazione da parte del vescovo di Lucca al convento di San Romano di una serie di paramenti sacri in sete provenienti quasi tutte dall’Asia.
La Via della Seta è un’esposizione colma di colori, suggestioni ed emozioni, dove la magia dei tessuti antichi e dei costumi più preziosi è solidamente sostenuta da un corpus di documenti,  macchine, reperti che ci permettono di comprendere la grandezza di una cultura comune tra Oriente ed Occidente, oggi di assoluta attualità.

Contatti


MUST - Museo della Città di Lucca
Tel: +39 055 2347273 e-mail: davis@davisefranceschini.it
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Visite

MUST Museo della Città di Lucca
Palazzo Guinigi, Lucca
12 Novembre 2011 - 31 Gennaio 2012
orario: dalle ore 10 alle ore 18. Chiuso il lunedì.

Origini

Si narra che la nascita della bachicoltura si deve all'imperatrice cinese Xi Ling Shi, ma probabilmente la lavorazione della seta si conosceva in Cina già nel 6000 a.C. Le vesti di seta che erano riservate agli imperatori cinesi entrarono a far parte del guardaroba della classe sociale più ricca, diventando un bene di lusso ambìto che si estese fino alle aree raggiunte dai mercanti cinesi per le qualità di leggerezza e bellezza. La crescente domanda per i prodotti in seta ha reso questa fibra una delle merci più importanti per il commercio internazionale fino a raggiungere l'industrializzazione della sua produzione.

Caratteristiche principali



Il baco da seta secerne un filamento continuo lungo circa 1/1,5 km con il quale forma il bozzolo che gli serve da protezione durante la metamorfosi. Il filamento è formato da due bavelle di fibroina (presente per circa l'80% in peso) avvolte nella sericina (20% circa). Quest'ultima viene eliminata durante un processo chiamato "sgommatura". Al microscopio la fibra ha un aspetto regolare molto simile a quello di fibre sintetiche.

La sericina può essere eliminata trattando il filo di seta con acqua calda: questo trattamento migliora la lucentezza, la flessibilità e la "mano" della fibra. A seconda della quantità di sericina eliminata possiamo avere:

 -   la seta sgommata o cruda, quando la sericina è stata rimossa del tutto;
 -   la seta raddolcita o "souplè", nella quale la sericina è stata tolta solo in parte.

Nel caso della seta cruda si può fare un trattamento di "caricatura" che serve a migliorare la resistenza della fibra, che era stata compromessa con il processo di sgommatura. Una caratteristica particolare di questa fibra è la lunghezza del filamento: può arrivare facilmente ai 700-800 metri. Questo la rende la fibra animale più lunga.

Da 100 kg di bozzoli si ricavano 20/25 kg di seta cruda e 15 kg di cascame.

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