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Lucca - Processione del Volto Santo 2012 Settembre lucchese 13-09-2012

Nel suggestivo scenario del centro storico di Lucca verrà celebrata una delle processioni più belle d'Italia alla quale fa da cornice la particolare illuminazione con i "Lumini a Candela" apposti lungo la via percorsa dal corteo religioso che fanno anche da cornice alle facciate dei monumenti della città.

La particolare enfasi con cui a Lucca si celebra la festa è dovuta al millenario culto del Volto Santo di Lucca, il grande crocifisso ligneo venerato nella cattedrale che ha finito per spodestare de facto i Patroni ufficiali della città, San Martino e San Paolino di Lucca. Simili occasioni non prevedevano, come nelle processioni tradizionali, il trasporto dell'immagine venerata, bensì un vero e proprio corteo di omaggio che si recava cerimonialmente di fronte all'Immagine.

La processione attuale è quindi l'ultima testimonianza di una antica usanza diffusa in tutte le maggiori città del medioevo in cui le popolazioni soggette si impegnavano, al momento della sottomissione, a portare un tributo di cera, in tempi in cui la cera d'api era un articolo di lusso; anche la quantità di cera veniva stabilita in genere nei patti di dedizione, a seconda delle possibilità dell'offerente. Tale offerta veniva presentata in forma solenne, una volta al'anno, alla festività del patrono della città egemone. Tale cera non veniva però subito accesa, ma conservata per provvedere all'illuminazione del simulacro per l'anno successivo.

Un simile cerimoniale ha origini antichissime, molto anteriori alla diffusione del Cristianesimo; un classico esempio è la cerimonia della consegna del peplo alla fine della processione panatenaica, che si concludeva davanti al simulacro di Atena nel Partenone, sul' Acropoli di Atene

Le origini della festa sono anch'esse molto antiche; la prima menzione della data del 14 settembre come scadenza legale è del 1118 [1]. Intorno a questa data la ricorrenza divenne la principale della città. La partecipazione, fra i 14 ai 70 anni d'età, fu resa obbligatoria, e si cominciarono a fissare le obbligazioni delle comunità soggette. Alla fine del XIV secolo la processione aveva raggiunto una grande ricchezza; l'offerta della cera aveva scatenato una gara di prestigio e venivano portati in processione e appesi di fronte all'immagine, ancora nella cappella precedente all'attuale tempietto, veri e propri castelli costituiti da numerosissime candele, artisticamente disposte e decorate. Alcune cronache parlano di offerte complessive di tonnellate di cera[2].

La processione
La lunghissima teoria dei partecipanti segue il tradizionale percorso che uscendo dalla Basilica di San Frediano conduce alla cattedrale. Al momento in cui la testa della processione entra in Duomo la coda è ancora all'interno di San Frediano.

Questo è il percorso:
    piazza San Frediano,
    via Fillungo
    via Roma
    piazza San Michele
    via Vittorio Veneto
    piazza Grande
    piazza del Giglio
    via del Duomo
    piazza San Giovanni
    piazza San Martino.

Alla processione intervengono tutte le parrocchie dell'Arcidiocesi, ciascuna con in testa il simbolico cero-tributo (acceso). i parrocchiani che lo seguono portano generalmente ceri accesi a loro volta. Lungo tutto il percorso della processione le strutture architettoniche dei palazzi e delle case sono decorati con migliaia di bicchierini che contengono un lumino acceso. Tale tipo di decorazione, una volta molto comune, si conserva ormai usuale solo a Lucca e a Pisa per la festa Luminara di San Ranieri. Intercalate nel lunghissmo corteo sfilano anche bande musicali del circondario. I cori cantano una variante dell'inno detto Lodi alla SS. Croce.

Oltre alle parrocchie, sfila in processione tutto il clero della città e membri delle diocesi vicine o tradizionalmente presenti. Non essendo presente l'immagine venerata, il vero fulcro della processione è lo sfilamento dell'Arcivescovo della Diocesi, spesso insieme a vescovi di diocesi contigue, seguito dalle autorità cittadine. Come le autorità religiose sono precedute dalle rappresentanze delle parrocchie, così quelle civili sono seguite dalle rappresentanze delle associazioni laiche e civili, per poi passare a gruppi storici di figuranti in costume.

Curiosità

La Processione riprende il "percorso miracoloso" del Volto Santo. Quando la reliquia fu trasportata da Luni a Lucca, essa fu inizialmente deposta nella Chiesa di S.Frediano per essere venerata. L'indomani però il Volto Santo fu ritrovato misteriosamente in un orto vicino al Duomo di S.Martino: questo avvenimento fu interpretato come una precisa indicazione di volontà del Volto Santo e così ancora oggi la reliquia giace nel Duomo di Lucca.

La musica
Da qualche anno è stata riesumata la tradizione del mottettone, l'esecuzione di una composizione polifonica, spesso composta per l'occasione da musicisti prevalentemente lucchesi, che chiude le celebrazioni notturne in cattedrale. La musica polifonica è sempre stata una caratteristica della festa, ma un aspetto unico della Festa della S. Croce è stata per secoli la musica policorale[3], cioè un tipo di composizione, di origine barocca, che prevede l'uso di due cori e due organi, che a Lucca finì per diventare prerogativa esclusiva della festa della Santa Croce e sopravvisse ai tentativi di riforma fino ai primi anni del XX secolo. Questo anacronismo attirava un gran numero di ascoltatori e contribuì alla notorietà internazionale delle cerimonie.

Il grande fasto della celebrazione nella città diede luogo nel tempo ad una serie di mercati straordinari ed altre iniziative che sfruttavano il grande concorso di pubblico. Col tempo si sono evoluti una serie di eventi fissi che danno vita al cosiddetto settembre lucchese.

L'inno alla Santa Croce

Durante lo svolgimento della processione, viene cantato dal popolo e accompagnato dalle bande musicali il canto religioso Evviva la croce.


Evviva la Croce, la Croce evviva
Evviva la Croce, e chi la esaltò
Evviva la Croce, e chi la esaltò

Su te il Volto Santo qual dolce pastore
lo sguardo d'amore, oh Lucca posò

(rit)
Per vie misteriose dai mari d'oriente
un braccio potente a noi guidò

(rit)
La Chiesa di Lucca ha il cuore rivolto
anche oggi quel Volto che invia a sperar

(rit)
La Croce è mistero di morte e di vita
la strada ci addita e forza ci dà

(rit)   
(Lodi alla SS. Croce)

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