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Lucca - Mostra sul legame tra arte e follia Museo della Follia - a cura di Vittorio Sgarbi. 27-02-2019 / 18-08-2019

Un percorso attraverso i turbamenti e i disturbi di vari artisti dove creatività e follia si uniscono nell’indelebile rappresentazione della parte più oscura della mente umana. Un allestimento unico che ospita alcuni capolavori dei grandi della storia dell’arte internazionale, che appartengono a prestigiose collezioni private e da importanti musei italiani e internazionali.



Il fil rouge di tutte le opere della mostra, che è itinerante perché già presentata in altre città, è proprio il legame tra arte e follia, il vacillare della mente di uomini come Van Gogh e Ligabue, artisti che però sono stati capaci di trasformare i loro problemi in veri capolavori.
L’ esposIzione include oltre 200 opere. Dipinti, sculture, fotografie, documentari, installazioni interattive e multimediali affrontano la tematica della follia. Tra gli artisti in mostra: Goya, Lega, Mancini, Signorini, Pirandello, Ligabue, Bacon. In occasione della tappa di Lucca si darà partIcolare attenzione agli artisti toscani. Una sezione fondamentale del progetto include un repertorio di documenti, oggetti e testimonianze della storia dei manicomi in Italia e dei suoi protagonisti.

«…Un repertorio, senza proclami, senza manifesti, senza denunce. Uomini e donne come noi, sfortunati, umiliati, isolati. E ancora vivi nella incredula disperazione dei loro sguardi. Condannati senza colpa, incriminati senza reati per il solo destino di essere diversi, cioè individui. Inzerillo dà la traccia, evoca inevitabilmente Sigmund Freud e Michel Foucault, e apre la strada a un inedito riconoscimento, a una poesia della follia che muove i giovani in questa impresa. Sara PallaviciniGiovanni Lettini e Stefano Morelli. Determinati, liberi, folli. Ed ecco il loro museo. Nella storia dell’arte, anche prima dei casi clamorosi di Van Gogh e di Ligabue, molti sono gli artisti la cui mente è attraversata dal turbamento, che si esprimono in una lingua visionaria e allucinata. Ognuno di loro ha una storia, una dimensione che non si misura con la realtà, ma con il sogno. E quel sogno, con piena soddisfazione, oltre ogni tormento, rappresenta».

Vittorio Sgarbi

È possibile prenotare la visita guidata al costo fisso di € 50 (fino a un massimo di 20 persone per gruppo).
Tutti i Mercoledì alle ore 15:30 è possibile effettuare la visita guidata gratuita previa prenotazione fino a esaurimento posti contattando preventivamente biglietteria@museodellafollia.it

Le visite guidate sono a cura del personale specializzato del Museo della Follia.
Quando (Data dell'evento):
da Mercoledì, 27 Febbraio 2019 a Domenica, 18 Agosto 2019
Ora di Inizio: 10:00 - Ora di fine: 20:00
Luogo:
Ex Cavallerizza
Indirizzo:  Piazzale San Donato / Piazzale Verdi

CONTATTI

MUSEO DELLA FOLLIA

27 febbraio > 18 agosto 2019

LUCCA, Cavallerizza di Piazzale Verdi

infoline: (+39) 3338771713

biglietteria@museodellafollia.it

MUSEO DELLA FOLLIA

Piazzale Verdi, Lucca

27 FEBBRAIO > 18 AGOSTO 2019

Intero € 12,00

Ridotto € 10,00

Over 65, insegnanti non in servizio

Ridotto ragazzi € 8,00

Visitatori dai 7 ai 19 anni, Giornalisti non accreditati

(l’audioguida è prevista dai 12 anni compiuti)

Biglietto Famiglia

€ 10,00 adulto

€ 5,00 ragazzi da 7 a 19 anni compiuti, gratuito fino a 6 anni

(l’audioguida è prevista dai 12 anni compiuti)

SCARICA QUI IL PDF

Nella foto:
ANTONIO LIGABUE E PIETRO GHIZZARDI

Dal 2015, la preziosa collaborazione con il Centro Studi & Achivio Antonio Ligabue di Parma, presieduto da Augusto Agosta Tota, ha reso possibile la realizzazione di una nuova e importantissima sala del Museo della Follia dedicata all’esperienza artistica di Antonio Ligabue e di Pietro Ghizzardi.
“I casi straordinari di Antonio Ligabue e di Pietro Ghizzardi costituiscono i due cardini essenziali e terminali del Museo della Follia. Nel primo una visionarietà lussureggiante che determina la creazione di un mondo originale, popolato solo dagli animali, domestici e selvaggi, oscillando fra l’idillio campestre e una foresta insidiosa, minacciosa. Nessun pittore del Novecento, se non forse Gino Rossi, ha la stessa esuberanza. Gli animali della foresta sono proiezioni di una rabbia, di un conflitto con il mondo, risolto soltanto nella pittura. Ghizzardi, per converso, rispecchia la fragile condizione umana, e dipinge uomini e donne, prevalentemente solitari. Una sequenza apparentemente senza fine, con le varianti determinate dalle diverse psicologie, ma con una pietas così profonda da autorizzare l’idea di un nuovo Umanesimo, dolente, accorato, contadino. Lo stato di alterazione psichica di Ghizzardi non determina un’accensioneo un’esaltazione, ma una lucidità e una umanissima interpretazione di anime e volti in una galleria di personaggi senza precedenti. Nella sua condizione di disagio, Ghizzardi appare lucidissimo, e ci mette davanti a una umanità disarmata. Ligabue e Ghizzardi lavorano a poca distanza e appaiono perfettamente complementari. E sono parimenti del tutto estranei alla tradizione figurativa del Novecento italiano. Sono due fertili anomalie.” (Vittorio Sgarbi)

 

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