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Lucca - mostra Bernardo Bellotto 1740 Viaggio in Toscana 12-10-2019 / 06-01-2020

A Lucca presso la Fondazione Ragghianti Via San Micheletto n.3
Dal 12 ottobre la mostra “Bernardo Bellotto 1740. Viaggio in Toscana”



mostra a cura di Bożena Anna Kowalczyk
allestimento di Daniela Ferretti

La mostra dell’autunno della Fondazione Ragghianti, dedicata all’eccelso pittore veneziano Bernardo Bellotto (1722-1780), nipote di Canaletto, è al contempo un grande evento espositivo e una mostra di studio, presentandosi come un’occasione unica per ammirare alcune opere preziosissime e rare mai viste insieme, tra cui il più importante dipinto della storia avente come soggetto la città di Lucca, capolavoro di Bellotto, e cinque suoi disegni, sempre di soggetto lucchese, prestati straordinariamente dalla British Library di Londra, già di proprietà del re Giorgio III d’Inghilterra e poi di Giorgio IV.

Accompagnerà la mostra un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale ed Edizioni Fondazione Ragghianti Studi sull’arte, a cura di Bożena Anna Kowalczyk, con nuove e inedite ricerche storiche e archivistiche svolte per questa esposizione.

Fondazione Centro Studi Ragghianti
Complesso monumentale di San Micheletto
Via San Micheletto 3, Lucca
Info: info@fondazioneragghianti.it | tel. +39 0583 467205

Ufficio stampa
Lucia Crespi, lucia@luciacrespi.it tel. 02 89415532 – 02 80401645, 338 8090545

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Bernardo Bellotto (Bellotti) (Venezia, 30 gennaio 1721 – Varsavia, 17 ottobre 1780) è stato un pittore e incisore italiano. È anche conosciuto con il nome di Canaletto, che usò su suggerimento dello zio Antonio Canal, titolare dello stesso pseudonimo.

Bernardo Bellotto nacque a Venezia il 30 gennaio 1721 da Lorenzo e da Fiorenza Canal, sorella di Antonio Canal. Suo fratello minore Pietro Bellotto (1725-1805 ca.) fu anch'egli pittore. Bernardo Bellotto dimostrò un talento precoce nella pittura vedutistica, che saprà rendere fresca e gradevole. Nel 1738 si iscrisse alla corporazione dei pittori veneziani. Su suggerimento dello zio Antonio Canal nel 1742 si recò a Roma, passando per Firenze, Lucca e Livorno[1]. In seguito lavorò in Lombardia al servizio dei conti Simonetta e a Torino dove realizzò due vedute per la corte sabauda. Durante un breve soggiorno a Verona probabilmente entrò in contatto con Pietro Guarienti a cui si deve la prima e unica biografia antica dell'artista[2].

Nei primi tempi della propria emancipazione professionale Bellotto si appoggiò al più famoso nome dello zio. Non a caso, nei paesi di lingua tedesca e in alcuni limitrofi, ancora oggi è indicato come "Bernardo Bellotto, genannt Canaletto" Le differenze caratteristiche del più giovane sono una più esatta osservazione e resa delle architetture, un trattamento più dinamico del cielo e dell'acqua, e chiaroscuri più drammatici, oltre naturalmente a una quantità assai più varia di luoghi ritratti. Il suo stile si arricchì ulteriormente sotto l'influenza dei grandi paesaggisti olandesi seicenteschi. Nel secondo suo soggiorno sassone virò, momentaneamente, verso una sorta di verismo descrittivo, nel quale la realtà venne riportata con una fedeltà fotografica.[3]

Nel 1747, a soli ventisei anni, viene invitato dall'Elettore di Sassonia Augusto III a trasferirsi a Dresda. Qui ottiene subito fama e successo, anche a livello europeo oltre che il ruolo di pittore di corte. Nel 1758 l'imperatrice Maria Teresa d'Austria lo chiamò a Vienna. Tre anni dopo si trasferì a Monaco di Baviera: dopo cinque anni tornerà a Dresda, dove nel 1764 entrò a far parte dell'Accademia. Ma il clima culturale diffusosi in quegli anni, improntato al neoclassicismo invoglierà l'artista a trasferirsi definitivamente a Varsavia, dove trascorrerà gli ultimi anni della sua vita.

Dei luoghi visitati, lasciò una indelebile traccia nelle sue tele, che si distinguono per l'accuratezza dei particolari e l'attenta resa della luminosità caratteristica.

Le vedute realizzate a Varsavia sono state prese come modello per la ricostruzione della città dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.


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