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Forte dei Marmi - Serero Pop Art. galleria "Oblong Contemporary" 08-08-2020 / 06-09-2020

L'artista esporrà in una mostra collettiva, presso la galleria "Oblong Contemporary", a Forte dei MARMI, a partire dall'8 agosto



La numerologia si dice sia infallibile.
Il Tre un numero d’oro, sacro, che racchiude i poteri straordinari dell’energia, della creatività, della capacità di rigenerazione e crescita. E Tre sono i lati del triangolo, figura geometrica dai significati antichi, metafora dell’incontro fra Cielo, Terra e Uomo.
Dalla civiltà maya agli universi simbolici a noi più vicini, i riferimenti ricorrono frequenti e spesso ritornano analoghi, anche se in luoghi e contesti disparati.

Occorre oggi legare tali sapienze antiche a una mostra d’arte contemporanea? Forse no. O forse sì, se si considerano l’arte e il gesto che la sottende portatori di valori intramontabili. Kandinski fece del triangolo il leit-motiv di molti dipinti astratti ricchi di spiritualismo, Aldo Rossi lo introdusse fra gli elementi costitutivi di progetti architettonici densi di archetipi, sempre attuali.

Ecco, presso Oblong Contemporary Art Gallery si inaugura “Trenta per Trenta - Le infinite forme dell’Arte“ mostra di dieci artisti, ognuno incaricato di realizzare un’opera rispondente a tali misure. Un’opera a testa, dieci in tutto, a suggellare, pur in forme diverse, un patto duraturo con i collezionisti, questi ultimi direttamente coinvolti nella vita di Oblong per affinità di gusto e consuetudini d’arte.

Emanuela Venturini e Paola Marucci di Oblong, galleria inaugurata un anno fa a Forte dei Marmi, gemellata con la sede omonima creata a Dubai (Bluewaters) nell’ottobre scorso, hanno voluto lanciare un’amichevole sfida, dando il via alla stagione estiva con questa esposizione collettiva allestita accanto alla personale di Igor Mitoraj “Essere Mito”, organizzata fino al 20 settembre nei nuovi spazi che si sono aggiunti quest’estate alla galleria stessa, duplicandone la superficie. Allo scopo di produrre una serie di opere-uniche, che rimarranno a ricordo di un’epoca del tutto particolare, hanno così chiamato a raccolta alcuni degli artisti a loro culturalmente vicini, e, in particolare, Stefano Bombardieri, Vanni Cuoghi, Roberta Dazzi, Resi Gilardello, Oki Izumi, Tiziana Lorenzelli, Flavio Lucchini, Antonio Nocera, Sonia Quaroni, e Serero Pop Art.

La poetica di ognuno, espressa grazie a opere “in nuce”, si pone come sintesi alchemica di linguaggi formali, tecniche e materiali, nonché strumento di triangolazione utile a fissare i rapporti spaziali, espressivi ed emotivi che legano tra loro i Tre motori dell’arte: per l’appunto, artista, gallerista e collezionista.
(Alessandra Quattordio)

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