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Lucca - I Fantasmi di Auschwitz Villa Bottini si apre la Mostra Fotografica 20-04-2011 / 04-05-2011

A Villa Bottini si apre la Mostra Fotografica "I Fantasmi di Auschwitz"

Dal 20 aprile al 4 maggio 2011 con orario 9,30 -19,30

L'amministrazione Comunale di Lucca, assessorato alla cultura, unitamente all'associazione "Il Vallisneriano" e all' Archivio Fotografico Lucchese, organizza la mostra fotografica "I Fantasmi di Auschwitz", che si inaugura il prossimo 20 aprile alle 17 a Villa Bottini e che resterà aperta fino al 4 maggio con orario 9,30 -19,30.

La mostra è il frutto di un lavoro appassionato ed altamente evocativo sulla Shoah eseguito da Fiorenzo Sernacchioli lo scorso anno, nel gelido autunno di Auschwitz; un'occasione per mantenere vivo il ricordo dell'olocausto di oltre 6 milioni di esseri umani. L'immane tragedia che ha colpito durante il periodo nazista il popolo ebraico ha infatti, com'è noto, trovato in Auschwitz-Birkenau la più terribile macchina di sterminio tra quelle messe in opera in Europa.

"Siamo convinti - spiega l'assessore alla cultura Letizia Bandoni - che tale ricordo non possa essere relegato alla sola commemorazione della "Giornata della Memoria", ma debba essere mantenuto vivo e attuale con ogni mezzo, ed in ogni occasione, e quindi anche con questa mostra. Inviteremo le scuole superiori a visitare questa mostra, che non è un evento a cui si va per trascorrere un po' di tempo, ma qualcosa che invita a fermarsi ed a riflettere. Un grazie sentito all'associazione il Vallisneriano ed all'archivio e all'archivio fotografico lucchese che hanno collaborato con il comune ha realizzare questa iniziativa". 

Fiorenzo Sernacchioli, lucchese di adozione, è nato nel 1955 a Bassano Romano (Viterbo). Frequenta gli studi artistici a Roma prima presso l'istituto d'arte Silvio D'Amico, dove consegue il diploma di maestro d'arte in decorazione pittorica, poi presso l'Accademia delle Belle Arti. E' durante questo periodo che comincia ad esplorare la fotografia. Da diversi anni si è trasferito in Toscana e risiede a Lucca. Qui frequenta corsi di fotografia, workshop ecc, approfondendo la conoscenza delle tecniche di ripresa a quelle della stampa in camera oscura. Ha tenuto mostre in occasione di eventi ed in luoghi famosi (come Le Giubbe Rosse a Firenze ritrovo dei padri del Futurismo del '900). Con l'avvento della fotografia digitale si è dedicato a quest'ultima con la quale coniugando compostezza formale, severe conoscenze tecniche e partecipazione emotiva, realizza la maggior parte dei suoi lavori.

Fin dai tempi della scuola è stato sempre molto interessato alla questione ebraica nel Terzo Reich. Per meglio comprendere uno dei peggiori crimini della storia, nel dicembre 2010 si è recato in uno dei luoghi che potesse testimoniare al meglio la storia del genocidio: Auschwitz. La storia di Auschwitz ha una data d'inizio ben precisa, 20 maggio 1940, quando arrivarono e furono internati i primi 30 prigionieri, che contribuirono alla ristrutturazione del campo base. Fra loro il triste primato del polacco Bruno Brodniewic, immatricolato con il numero 01. C'è anche una data di fine: 27 gennaio 1945, liberazione del campo da parte delle truppe dell'Armata Rossa.

La visita di Fiorenzo Sernacchioli ad Auschwitz, fatta nel dicembre 2010, durante una bufera di neve che investiva tutta l'Europa, dall'Atlantico agli Urali, e lo studio della storia del campo, gli hanno offerto la possibilità di comprendere il nazismo ed i suoi principali interpreti, ma anche di capire come degli esseri umani abbiano potuto mettere in pratica comportamenti così estremi. L'autore pensa che dalla conoscenza della storia della vita che si è svolta all'interno dei KL di Auschwitz I e II Birkenau il genere umano possa imparare molto di sé stesso. Con i suoi scatti ha cercato di interpretare e documentare, attraverso ciò che è rimasto, alcune fasi salienti di ciò che accadde in quel periodo all'interno del campo di sterminio.
Attraverso l'esposizione fotografica, l'autore vuole portare il suo modesto contributo per la diffusione della storia di Auschwitz a tutti i cittadini, in particolare ai giovani. A tutti coloro che forse non avranno l'opportunità di recarsi nei luoghi di sterminio, Fiorenzo ritiene di offrire l'opportunità per una continuativa consapevolezza di tale tragedia, ben oltre le date ufficiali. Non ci deve sentire saturi di parlare di questa immane tragedia, perché il male è dentro di noi nel nostro involucro e banalizzarlo è sempre un errore. Le nuove generazioni devono conoscere la storia per non correre il rischio di ripercorrerla.

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