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Filippo Gorini in concerto per l'Associazione Musicale Lucchese Musica di Schumann, Beethoven e Chopin. Il concerto sarà introdotto dal direttore della Fondazione Ragghianti, Paolo Bolpagni 20-01-2018



Sabato 20 gennaio alle 17 all'auditorium del Suffragio
IL TALENTO DI FILIPPO GORINI E LA MUSICA DI SCHUMANN, CHOPIN E BEETHOVEN

Il concerto sarà introdotto dal direttore della Fondazione Ragghianti, Paolo Bolpagni. In programma anche un omaggio a Catalani.
Dopo il grande successo dello scorso anno, sabato 20 gennaio alle ore 17 all'auditorium del Suffragio torna a suonare per l'AML il giovanissimo pianista Filippo Gorini. Vincitore del Concorso Beethoven Bonn nel 2015 e del prestigioso Beethoven-Ring nel 2016 (con voto unanime della giuria e del pubblico) Gorini, dimostra una maturità artistica e personale davvero rara ed è molto apprezzato nell’ambiente musicale internazionale.

Per il concerto di sabato ha scelto un programma di rara intensità che si apre con la musica di Robert Schumann e il travaglio legato alla follia che lo accompagnò alla morte. Ascolteremo infatti i Gesänge der frühe (Canti del mattino) op. 133, opera cupa e tormentata, in cui si ritrova l’altalena di emozioni tipica della poetica schumanniana, con lo slancio appassionato che si alterna all’introspezione.
Sarà poi la volta del Tema con variazioni in mi bemolle maggiore WoO24 “Geistervariationen”. Il titolo postumo Geistervariationen, ovvero le “variazioni degli spiriti”, allude alle varie “testimonianze” secondo le quali il tema sarebbe stato cantato a Schumann nel febbraio 1854 dagli angeli o dallo spirito di Schubert o ancor meglio dagli spiriti di Schubert e Mendelssohn insieme. Il tema e quattro variazioni vennero trascritte in bella copia il 27 febbraio, giorno in cui, più tardi, Schumann tentò il suicidio gettandosi nel Reno. Salvato fortunosamente fu portato a Endenich, nella clinica dove si spengerà un paio d’anni dopo.

A seguire sarà la volta di Fryderyk Chopin e la Ballata n. 4 in fa minore op. 52, l’ultima delle quattro Ballate scritte da Chopin, considerata una summa della sua arte compositiva e pianistica per la difficoltà tecnica, la complessa architettura, la potenza epica e la delicatezza lirica.
Dopo l'intervallo, infine, una delle pagine più belle della musica di tutti i tempi con la Sonata n. 29 in si bemolle maggiore op. 106, “Hammerklavier” di Ludwig van Beethoven.
L’eccezionalità spirituale della Sonata, la sua notevole lunghezza (l’esecuzione richiede una quarantina di minuti), la difficoltà tecnica che la fece considerare a lungo ineseguibile ne fanno un autentico monstrum: si dovrà anzi attendere il pieno Novecento (Charles Ives, Pierre Boulez, Jean Barraqué) per incontrare pezzi per pianoforte altrettanto emblematici della volontà di rompere con il passato e aprire un mondo nuovo, pur facendo le viste di rispettare l’architettura “classica”.

In occasione della messa in scena di La Wally di Alfredo Catalani, in programma in questo fine settimana al Teatro del Giglio, Filippo Gorini renderà omaggio al compositore lucchese eseguendo un suo brano per pianoforte.

Il concerto sarà introdotto dal direttore della Fondazione Ragghianti, Paolo Bolpagni, e il suo intervento dal titolo Beethoven e Chopin: l’immagine del musicista come icona del genio romanico.

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