Da Vedere:

Parco Sorgenti delle Parole d'Oro

Visita alle sorgenti delle ‘Parole d’Oro’ 
Incantevole luogo ricco di vestigia del passato e dal notevole valore ambientale. L’acqua scorre su un lastricato in pietra nel rio San Quirico, immerso nel verde dei boschi circostanti. L’architetto regio Lorenzo Nottolini, incaricato nel 1823 dall’allora duchessa Maria Luisa di Borbone, lo volle così per preservare l’acqua raccolta nella galleria sottostante e condurla pulita alla Serra Vespaiata. 
Qui veniva filtrata attraverso vari strati di materiale inerte, prima di essere condotta al tempietto di Guamo per essere poi immessa nel doppio canale posto sopra gli archi che scendono fino al tempietto di San Concordio.


 La Storia in dettaglio

Nei tempi antichi sembra esistesse un acquedotto, forse sotterraneo, che partiva dalla zona di Moriano e alimentava alcune fontane all'interno delle mura lucchesi. Nel medioevo, però, tali fonti andarono perdute. A Lucca la necessità di un acquedotto si fece più pressante nel XVIII° secolo; le famiglie benestanti si facevano portare l’acqua direttamente dalle colline circostanti. Quelle meno abbienti, invece, si servivano dei pozzi. L’acqua dei pozzi, che spesso era “malsana”, portava però al diffondersi di gravi epidemie.


Furono prese in considerazione diverse ipotesi da dove prelevare l’acqua necessaria e furono realizzati diversi progetti. Nel 1732, Giuseppe Natalini fece uno studio per prendere l'acqua da Badia di Cantignano. Nel 1763 vennero stanziati fondi per lo studio e la costruzione dell'acquedotto. In seguito a una relazione di Attilio Arnolfini - che consultò molti esperti teorici e pratici - fu deciso di prelevarla dal monte di Guamo. I lucchesi dovettero però aspettare fino al 1812 per veder iniziare i lavori per la costruzione dell'acquedotto su progetto del francese Sambucy, anche se purtroppo furono realizzate solo poche fondazioni perché i lavori vennero sospesi nel marzo del 1814 a seguito alla caduta dei Baciocchi. 


Dieci anni dopo, nel 1822, Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca, delibera la costruzione dell’acquedotto e affida la sovrintendenza dei lavori al Regio Architetto Lorenzo Nottolini, che modifica il progetto iniziale e nomina direttore dei lavori Giuseppe Valentini. Una delle modifiche riguardava l’eliminazione dell' arcata finale, che terminava al baluardo S. Colombano, per non compromettere l’integrità architettonica delle mura urbane. Dopo la morte di Maria Luisa i lavori vennero nuovamente sospesi per riprendere poi con difficoltà varie e contrasti con gli organi di governo. I lavori per la costruzione dell’acquedotto cominciarono nel 1823 e terminarono completamente, dopo svariate interruzioni, nel 1851. Però già il 21 giugno del 1832 l'acqua potabile arrivava in piazza San Martino.

L’acquedotto è stato progettato per portare dentro le mura di Lucca, mediante due percorsi separati, acqua di maggiore e minore qualità. L’acqua potabile proveniva dalle polle mentre l’altra dalla Serra Vespaiata (costruzione che riuniva le acque del Rio San Quirico e del Rio di Valle). Il posto dove si trova la Serra Vespaiata viene chiamato “Alle parole d’oro” perché la gente del posto aveva scambiato per oro le lettere d’ottone lucente che ricoprivano un’iscrizione scolpita sulla pietra di un piccolo ponte.


Attraverso condotti sotterranei e “bottini d’ispezione” l’acqua arriva al “tempietto-cisterna” di Guamo. Quattrocentosessanta pilastri per una distanza di circa 3.250 metri sostengono 459 archi che hanno sulla sommità due canali per lo scorrimento dell’acqua. Per rendere più stabile la struttura furono costruiti, in modo equidistante, 28 contrafforti per rinforzare i pilastri. Dal “tempietto-cisterna” di San Concordio un condotto forzato entrava in città passando sotto il baluardo San Colombano. Ai lati di quel “tempietto” erano presenti due fontane che facevano sgorgare acqua da una bocca di leone. Oltre a queste due, sono del Nottolini anche altre monumentali fontane del centro storico. Nel progetto del Nottolini era prevista una fontana anche per piazza San Michele, però non è stata costruita.
….a cura di Piero Tambellini
Tratto da  https://www.piccolapenna.it/Nottolini.htm

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Itinerario Trekking

Le Parole d’oro - sentiero n. 128 - Monti Pisani

 L’itinerario inizia presso la  chiesetta romanica di San Quirico a Guamo. Appena a monte della chiesetta, il percorso entra nella valle del Rio San Quirico e la risale lungo gli impianti di captazione dell’acquedotto: il sito è detto appunto “Le Parole d’ oro” per una scritta bronzea sul fianco di un ponticello. Si perviene così al sovrastante crinale, dove corre la carrareccia che da Vorno porta a Santallago, in vicinanza delle casette di Gallonzora e dell'osservatorio astronomico ambientometrico sulla destra.

 

Da un valico appena oltre, l’itinerario si porta verso sinistra, aggira il Monte Vallone, facendo capo all’ importante valico di Prato a Sigliori o Sillori. Incrociata la strada forestale per Sant’Andrea, si prosegue  verso San Valentino  e  per il sentiero detto di Monsagrati, si raggiunge di nuovo la strada di Santallago.  

 

Lunghezza: 7 km

Dislivello: 570 m

Tempo di percorrenza:  3 ore

Si può proseguire, con 2 km scarsi di salita lungo la carrareccia, fino al gran prato di Santallago.

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