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Museo Nazionale di Palazzo Mansi

Museo Nazionale di Palazzo Mansi

Il Museo nazionale di Palazzo Mansi, vero e proprio museo-residenza, costituisce un documento esemplare delle dimore dei mercanti lucchesi. Trasformato alla fine del XVII secolo dalla famiglia  Mansi, che ne era proprietaria, in “palazzo di rappresentanza” e allestito secondo il gusto barocco imperante, si configura oggi come importante esempio di “museo nel  museo”.



 Negli ambienti di questa tipica residenza lucchese, che conserva gran parte degli arredi originari e un prezioso ciclo di arazzi di manifattura di Bruxelles, è custodita la Pinacoteca con dipinti delle scuole italiane e non dal XVI al XVIII secolo. Al secondo piano sono allestite le sezioni dedicate all’Ottocento e al Novecento e negli ambienti che accoglievano le cucine del palazzo è collocato il Laboratorio di tessitura rustica Maria Niemack, che espone telai e strumenti otto-novecenteschi.


Ritratto di Elisa di Marie-Guillelmine Benoist

Info Museo
Via Galli Tassi 43
55100 Lucca
Telefono: 0583.55570  Fax: 0583.312221
Informazioni utili:
Email: pm-tos.museilucchesi@beniculturali.it
Orario
Domenica e festivi chiuso
Lunedì feriale chiuso
Per possibili aperture festive si consiglia di consultare il sito sezione News o di telefonare 
Ingresso intero € 4,00 - ridotto € 2,00
Cumulativo dei due Musei nazionali € 6,50 - ridotto € 3,25 (valido tre giorni)
Ingresso gratuito per persone con età inferiore a 18 anni
Ulteriori facilitazioni secondo le norme vigenti




Accesso 
Gli utenti con ridotta capacità motoria possono visitare tutto il Museo ad eccezione delle sale 32-33-34 dedicate all'Arte a Lucca nel Novecento.

 Visite su prenotazione:
Scolaresche: pm-tos.servizieducativi.lu@beniculturali.it
Gruppi: tel. 0583 55570
Parcheggi, a pagamento, nelle immediate vicinanze di Palazzo Mansi: 
• Cittadella P1
• ex Caserma Lorenzini P2 


L'edificio: Palazzo Mansi

Il Palazzo racchiude la secolare storia dell’omonima famiglia che, a partire dal  XVI secolo, fu in grado di diversificare i propri interessi affiancando all’attività tradizionale di tipo agricolo e fondiario iniziative commerciali, incrementando notevolmente fortuna economica e prestigio sociale. Di impianto tardo-cinquecentesco, frutto dell’unione di case torri preesistenti, il palazzo fu acquistato nel 1616 da Ascanio Mansi. Nell’operazione di rinnovamento commissionata da Raffaello Mansi all’architetto lucchese Raffaello Mazzanti e attuata tra il 1686 e il 1691, vennero accorpate le case torri e ristrutturati in un sontuoso stile barocco gli interni del piano nobile, con affreschi che esaltano o in vario modo alludono alla gloria della famiglia. Altri interventi di recupero e di ammodernamento furono realizzati da Luigi Mansi nel Settecento. Il palazzo fu venduto allo Stato nel 1965 e come Museo nazionale fu aperto nel 1977.


Pinacoteca
Nell’ala al primo piano del palazzo, già sede della quadreria Mansi, è ospitata la Pinacoteca formata dagli ottantatre dipinti donati alla città nel 1847 da Leopoldo II di Lorena dopo l’annessione di Lucca al Granducato di Toscana. Le opere che giunsero a Lucca, tutte realizzate tra il XVI e il primo XVIII secolo, forniscono una significativa campionatura di scuole pittoriche diverse. Nelle prime tre sale sono esposti dipinti di scuola toscana (Pontormo col celebre Ritratto di giovinetto, Domenico Beccafumi, Agnolo Bronzino, Rutilio Manetti, Jacopo Vignali,Pietro Testa); veneta (Veronese, Tintoretto); napoletana (Salvator Rosa, Luca Giordano); mentre l’ultima sala accoglie dipinti di autori stranieri (Borgognone) e fiamminghi (Paul Bril).




Appartamenti Privati
Meno sontuosa appare l’ala ovest del primo piano dove la famiglia viveva abitualmente, composta da due camere da letto, precedute entrambe da anticamere, e dalla sala da pranzo. Si incontrano un’anticamera dove è esposto il Sacrificio di Isacco di Ferdinand Bol, unico dipinto rimasto della ricchissima collezione Mansi, e una serie di ambienti con mobili e arredi di produzione lucchese (secoli XVII-XIX), oltre a pitture frutto di donazioni e acquisizioni (Pietro Paolini, Mario dei Fiori, Simone Del Tintore) successive alla vendita del palazzo allo Stato.

 

Dalle origini del Neoclassicismo all'iconografia risorgimentale

Al secondo piano erano collocati il guardaroba e le residenze private per i cadetti. Oggi gli ambienti sono dedicati alla sezione otto-novecentesca, che espone le opere ancora legate alla tradizione classica di fine XVIII secolo quali le tele di Bernardino Nocchi, Pompeo Batoni e di Stefano Tofanelli, pittore della corte di Elisa Bonaparte, per arrivare fino alle sperimentazioni puriste di Michele Ridolfi. La sala successiva, detta dei Principi, ospita una serie di ritratti dei sovrani lucchesi a partire dal 1805, anno in cui Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone, è nominata principessa di Lucca e Piombino. Nelle sale successive sono esposti dipinti a tematica letteraria e storica fra i quali si distinguono i soggetti di storia romana di Edoardo Gelli e di Michele Marcucci e le tele di soggetto storico del Norfini. Dopo la sala Savoia con i ritratti dei primi Re d’Italia (Vittorio Emanuele II e Umberto I alle manovre), l’ordinamento propone una serie di pregevoli ritratti due dei quali raffigurano Giacomo Puccini, rispettivamente di Edoardo Gelli e Luigi De Servi.



La committenza borghese tra 800 e 900

E’ presente una ricca selezione di dipinti, gessi, bronzi e terrecotte realizzati tra fine Ottocento e metà Novecento da autori lucchesi, che rende chiara l’evoluzione dell’arte e del gusto a Lucca in quegli anni. La struttura portante dell’allestimento è costituita da tre nuclei di opere di Augusto Passaglia, Urbano Lucchesi e Alfredo Angeloni. Alle sculture si alternano dipinti toscani accostati secondo un ordinamento che tiene conto delle attinenze culturali. Tra le opere esposte sono presenti: Mari in attesa  di Ardinghi, il Ritratto di anziana di Ricci, l’Interno dello studio a Lucca di Lunardi e la Macchietta viareggina di Viani.



Collezioni tessili

Dal mese di ottobre 2015 è aperta al pubblico la nuova sezione dedicata alle “Collezioni Tessili” del Museo nazionale di Palazzo Mansi. I lavori per il nuovo allestimento, realizzati grazie al finanziamento del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, hanno previsto un notevole ampliamento del percorso museale, offrendo ai visitatori la straordinaria possibilità di scoprire la storia della produzione e del commercio di preziosi tessuti su cui Lucca incentrò, già a partire dal XII secolo, tutta l'economia e la ricchezza cittadina. La nuova sezione si articola su due piani, il primo dedicato ai tessuti da arredo e abiti maschili e femminili, mentre il secondo comprende vesti, arredi liturgici e una selezione di frammenti parte della collezione di tessuti copti donata al museo dalla famiglia Tongiorgi.




Al piano nobile del Palazzo i nuovi ambienti accolgono i tessuti da arredo in seta, provenienti dalle ricche residenze della nobiltà lucchese. Si stabilisce in tal modo una linea di continuità tra Lucca, antico e prestigioso centro di produzione della seta e il Museo che conserva l'aspetto della dimora nobiliare lucchese e custodisce una eccezionale quantità di manufatti tessili storici. La famiglia Mansi, a cui si deve l’edificazione del Palazzo, oggi Museo, raggiunse l'apice della ricchezza proprio tramite il commercio di tessuti in seta e il palazzo, nel corso del Seicento, divenne il manifesto del raggiunto prestigio politico. Segue nell’esposizione un prestigioso nucleo di abiti storici, vesti maschili e femminili, civili ed ufficiali, nobiliari e servili, a partire dal Settecento, fino ai primi decenni del Novecento. I capi qui confluiti provengono dai ricchi armadi di famiglia e dalle eredità dell'aristocrazia lucchese i cui esponenti illustri, nei secoli passati, contribuirono a delineare la storia della città, partecipando alle più alte cariche pubbliche e popolando i salotti della migliore società. Al secondo piano del Museo la sezione continua con le collezioni tessili, pervenute come doni di famiglie facoltose, quale frutto delle soppressioni dei monasteri cittadini, o originariamente parte del patrimonio dello storico Ospedale di San Luca o acquisiti di recente. Testimonianza della reggenza napoleonica a Lucca sono due preziosi abiti di corte Primo Impero e il Manto Orsetti, esposti nella sala dei Principi. Paramenti ecclesiastici, parati da tappezzeria, biancherie laiche e liturgiche, campionari di frammenti ed abiti documentano, attraverso la varietà dei manufatti e delle relative tipologie tecniche e decorative, la funzione d'uso delle stoffe di seta e l'evoluzione nel tempo delle complesse tecniche esecutive e dei diversi motivi ornamentali. Infine sono esposti alcuni frammenti di arte copta, tessuti di scavo, in lino e lana, provenienti dall'antico Egitto e databili tra il VI e l'VIII secolo.



Laboratorio di tessitura rustica Maria Niemack

Negli ambienti che accoglievano le cucine del palazzo è collocato il Laboratorio di tessitura rustica Maria Niemack. La sezione espone telai e strumenti otto-novecenteschi recuperati sul territorio e un campionario delle varie tipologie di tessuto, passamanerie e galloni realizzati con questi strumenti. 

Il laboratorio tessile prende il nome da Maria Niemack (Milano 1892-Lucca 1975), nata a Milano nel 1892 ma vissuta sempre a Lucca, cui spetta il merito di aver recuperato e valorizzato l’antica tecnica della tessitura rustica, dando vita nel 1950 ad un’azienda artigiana denominata Tessiture Rustiche di Lucchesia. Maria Niemack riunì telai e strumenti vari recuperati sul territorio con l’intento di riprodurre tessuti in filaticcio di seta, canapa, lino e lana; alla sua morte, nel 1975, il laboratorio fu per sua volontà donato al Museo nazionale di Palazzo Mansi. 

Oggi il laboratorio tessile di Maria Niemack è visitabile grazie ai soci dell’associazione culturale e di volontariato “Tessiture Lucchesi”, nata per il recupero della pratica artigianale e artistica della tessitura a mano e la diffusione della conoscenza dei tessuti rustici lucchesi.
Il Laboratorio di Tessitura rustica Maria Niemack è aperto al pubblico due volte al mese nei seguenti giorni e orari:

- 1° MARTEDI' del mese

      ore 15.00 - 17.30

- 2° GIOVEDI' del mese

       ore 15.00 - 17.30

Le scuole, gruppi e istituti interessati a visitare il Laboratorio devono fare richiesta al Museo indicando la scuola, il numero dei partecipanti e il periodo/giorno richiesto (da concordare) mandando una mail all’indirizzo: pm-tos.museilucchesi@beniculturali.it


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